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ZNORT!
200 bpm (10 tks)
Gli ZNORT sono il nuovo progetto di vecchie conoscenze della scena
hard-core italiana, Aldo Moriani e Gio Martinello, reduci dall'esperienza
Ematoma, con i quali avevano inciso due demo e due CD.
I nostri si uniscono ad un bassista (Keivan) per sperimentare una
nuova forma di musica basata sulla sperimentazione elettronica unita
al metal-core ed alle liriche in italiano. Incidono, quindi, il CD
in esame autoproducendosi ed utilizzando la drum machine (il batterista
oggi in formazione si è unito agli ZNORT solo nel Giugno del
2004).
Il loro "200 bpm" (questo il titolo del disco) si apre
con dei suoni elettronici molto rarefatti che introducono "Nebbia".
La song si apre con un riff spinto che poi sfocia in un groovy riff
dalla ritmica pulsante ed intermittente. In un certo senso ricordano
una sorta di Biohazard meno inkazzosi, e Stuck Mojo meno rappati.
Davvero interessante la prova vocale del singer Aldo, che (passatemi
il paragone) ha una timbrica che ricorda quella di Gaetano Curreri
degli italianissimi Stadio, ma in versione Hard-Core inkazzosa… anche
se il nostro Aldo sa come rendere melodico il proprio stile quando
il pezzo lo richiede!!!
Passiamo subito al roccioso mid-tempo della successiva "Peste
Occidentale" che si muove sulle stesse direttive stilistiche
della precedente song.
"Zona Franca" è basata su di un interessante tempo
andante che esplode nell'abrasivo ritornello.
"Macerie" si apre con un riff iper-compresso e quasi tribale.
Anche se nel finire il brano accelera in maniera molto NY-HC e la
voce viene filtrata come da un megafono!
Suoni elettronici aprono la quinta "Nascondersi", basata
anch'essa su di un mezzo tempo interrotto dalla doppia cassa e da
un riff più metal-oriented. Anche in questo brano, la cura
nei testi (mai banali) si fa sentire e pesantemente!.
Si giunge quindi a "Fuori di me", il cui riff iniziale ha
un buon tiro, e dove l'arrangiamento della parte vocale è moltoparticolare,
veloce e dalla metrica sincopatica….assolutamente non rap, però!
La successiva "Firenze 1985" è un cortissimo, tirato
brano di circa 30 secondi: a me ha ricordato molto i DRI, anche per
il testo molto straight-in-your-face.
L'incipit dell'ottava song, "Maidominoi" mi ha davvero spiazzato,
in quanto composto da un brano in stile tunz-tunz come quelli che
i maranza obbligano il mondo ad ascoltare dagli autoradio da 3000
watt delle loro automobili modificate ed assetate, quando girano per
le strade di ogni città! Lo sconcerto è stato però
soverchiato da una discreta hard-core song delle influenze moderne
e dal ritornello che suona come il manifesto ideologico della band:
"Mai domi noi, hard core my life".
Altro brano tirato, la penultima "Esseri Atipici", che lascia
il passo alla conclusiva "FLNG", basata su di un riff molto
interessante giocata su un altro mezzo-tempo. Il ritornello, invece,
è piuttosto animato.
Insomma, il disco si lascia ascoltare piuttosto bene, perché
(nonostante sia un debut)l'esperienza maturata dai due menbri fondatori
nella loro decennale carriera aiuta tutti il gruppo.
Indubbiamente, le direttive stilistiche del combo non sono ancora
focalizzate al 100%, ma sono certo che nel prossimo lavoro i nostri
non potranno che migliorare i già più soddisfacentielementi
presenti nel loro sound.
Personalmente, vista la mia passione che l'hard-core che fu (da ragazzino
ho letteralmente rovinato i solchi di "Trash Zone" dei DRI,
di "Break Down the Walls" di Youth of Today nonché
di "In God we Trust, Inc" dei mitici Dead Kennedys) preferisco
gli ZNORT nei momenti più tirati e meno groovy…. Ma forse la
mia avversione verso tutti i nuovi fenomeni anche solo lontanamente
ascoltabili al NU-Metal non mi fa essere molto obbiettivo.
Consiglio invece al gruppo di cimentarsi ancora di più con
l'elettronica, perché magari potrebbero riuscire ad innestare
nel loro sound maggiori samples ed altre diavolerie, piuttosto che
lasciarle rilegate ad una qualche intro.
Vorrei, infine, spendere qualche parola sulla produzione che, per
quanto buona, non risulta così potente e d'impatto come dovrebbe
essere.
Visto che i messaggi che Aldo lancia nelle sue liriche, mi trovo veramente
d'acoordo con loro nella scelta del cantato in lingua madre…peraltro
come moltissime band hard-core italiane tuttora fanno!
Per concludere gli ZNORT non sono ancora una stella spendente nel
panorama metal-core italiano, però sono convinto che potranno
davvero ritagliarsi un buon posto al sole!
In bocca al lupo!!!
Alcio (23-10-04)