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"ovvero una finestra sull'orlo dei precipizi"

"LA VIA DELLA TOSSICODIPENDENZA NEL III° MILLENNIO"

La statura morale e la fibra fisica dell'odierno tossicomane non può neppure essere paragonata a quella di questo stano essere nel millennio appena trascorso.
Tante , troppe , sono le variabili che si sono inserite a caso nel già bizzarro cammino dell'evoluzione. Chi si attendeva esemplari con la calotta cranica smontabile per facilitare la manutenzione è stato smentito. E parimenti smentiti lo sono stati tutti coloro che si aspettava la formazione di attacchi da irdaulico nelle zone cruciali delle vene.
Andiamo quindi ad esaminare a vista questo attempato esemplare di tossicomane del XX° Secolo e , poi , raffrontiamolo al nuovo modello , riveduto e corretto , entrato in produzione oggi presso la FIAT di Mirafiori , il LAPO ELKANN ad aspirazione atmosferica.
Il modello da collezione che abbiamo la possibilità di ammirare, nello splendore dei suoi quasi 100 Kilogrammi, è l'ormai leggendario MONGO Super Injection del '64 , e ad un primo sguardo potrà trarre in inganno l'aspetto trasandato e spartano delle rifiniture , ma non dobbiamo dimenticare che per lunghi decenni è stato in vetta alle classifiche di acquisto stupefacenti e che il sistema di assunzione totale di sostanze lo poneva tra i più versatili modelli da competizione della categoria pesi massimi della World Toxic Association e della Universal Junkyes.
Ricordiamo infatti le numerose 24 ore che lo hanno visto tagliare vittorioso il traguardo e il fegato sovraalimentato a metadone che ne fà un esemplare per tutte le stagioni , ma solo per consumatori esperti e pronti a tutto.
Al cui confronto,la gracilità strutturale del "nuovo LAPO Exportation" non può che cedere il passo. Ricordiamo , infatti , l'episodio di Torino in cui un esemplare della LAPO ha avuto la peggio contro un modello "rifatto" di TOXICOMANJI BRASILEIRO VIADO nel corso di una 12 ore "Sex,Drugs & Rock'n'Roll", dopo il cui svolgimento , il consumatore di casa Agnelli , ha dovuto essere riportato nelle officine General Motors , dalle quali proviene il prototipo, nella lontana America per essere sottoposto ad una revisione totale.
Tali debacle , il MONGO S.I. 64 , non le ha mai subite , neppure nel confronto con lo "Scenziato Pazzo di S. Patrignano", da dove , dopo più di 11 mesi è uscito più assetato di quando era arrivato. Unico neo è da rilevare nella assiduità con cui i militi della Benemerita hanno tentato di stroncargli la carriera . Assiduità solo parzialmente giustificata dal fatto di usare carburanti molto , molto , speciali e spesso non omologati dalla Federazione Nazionale Giudici e Affini.
Quindi teniamo bene in considarazione anche il fatto che il MONGO S.I. 64 si è battuto strenuamente per tenere il più lontano possibile molti stupefacenti dalle strade dove camminano i nostri ragazzi , infatti voleva tenerseli tutti per sè (botrillo ingordo).
Ed allora prima di cedere il passo a questi nuovi "gingilli" teniamo in doverosa considerazione quanto ha fatto per noi ,e per molti venditori , il glorioso e indomito
MONGO , del quale , secondo indiscrezioni di fonte attendibile , stà per essere messo in commercio una versione per collezionisti , che , ne siamo certi, non ci deluderà ne ci lascerà a piedi come succede con i modelli tipo il CALISSANO o la LAPO.